5×1000 2025: più firme, più risorse, più competizione

Il 5×1000 2025 conferma una traiettoria di crescita ormai strutturale: aumentano le firme, cresce l’importo complessivo erogabile e si rafforza la competizione tra organizzazioni.

Il dato nazionale più rilevante è l’incremento delle firme complessive, che raggiungono quota 18,46 milioni, con circa mezzo milione di scelte in più rispetto all’anno precedente.

A crescere non è solo il volume, ma anche la rilevanza strategica della misura. Il 5×1000 si conferma uno spazio in cui fiducia, notorietà del brand e capacità di essere ricordati al momento della dichiarazione producono effetti molto visibili.

In questo senso il dato si allinea bene anche alla lettura proposta da Atlantis nel “Fundraising Summary 2025”: il dono è sempre più esigente, selettivo e relazionale.

Tabella 1 – Indicatori chiave

Quadro sintetico dei numeri principali del 5×1000 2025

IndicatoreValoreLetturaFonte
Firme complessive18,46 mlnPartecipazione in crescita: +496.190 firme (+2,8%)Elaborazione Atlantis
Importo totale erogabile602,5 M€La misura continua a espandersiAgenzia Entrate
Enti / posizioni nei PDF95.980Distribuzione ampia e frammentataAgenzia Entrate
Nuovo tetto610 M€Più alto del passato ma già quasi interamente assorbitoElaborazione Atlantis
ConcentrazioneTop 10: 28,8% | Top 100: 49,6%Il mercato resta polarizzatoElaborazione Atlantis

Le evidenze principali

1. Crescono le firme: il 5×1000 continua a rafforzarsi come gesto fiscale ad alta familiarità.

2. Il tetto sale, ma resta stretto rispetto alla crescita della misura: la domanda sociale continua a correre più della sua cornice amministrativa.

3. La raccolta resta concentrata: i primi grandi brand continuano a trainare e a intercettare gran parte delle risorse.

4. Ricerca, salute e cause ad alta fiducia restano al centro delle scelte dei contribuenti.

Concentrazione delle risorse

Rispetto ai dati complessivi, i primi 10 enti concentrano il 28,8% degli importi, mentre i primi 100 arrivano al 49,6%.

Il 5×1000 è una misura diffusa, ma il peso delle organizzazioni più forti continua a essere molto alto: è un dato che conferma quanto la relazione, la memoria e la presenza continuativa contino nella scelta finale.

Tabella 2 – Top 5 enti per importo

I primi enti per importo erogabile sul totale AF2025

PosizioneEnteImporto 2025
1AIRC82,7 M€
2Fondazione Piemontese Ricerca sul Cancro14,3 M€
3Emergency13,4 M€
4Lega del Filo d’Oro11,3 M€
5AIL10,2 M€

Chi cresce di più tra le prime 100

Accanto alla classifica per importo assoluto, è interessante osservare anche quali organizzazioni mostrano la maggiore capacità di accelerazione rispetto all’anno precedente. Tra le prime 100 realtà del 5×1000 2025 emergono alcuni casi particolarmente significativi, che non raccontano solo una crescita numerica, ma anche una possibile maggiore efficacia nella mobilitazione dei sostenitori, nella riconoscibilità della causa e nella capacità di trasformare fiducia e notorietà in scelte fiscali concrete.

Il dato più rilevante è che la crescita non riguarda esclusivamente i grandi brand storici del nonprofit, ma anche organizzazioni che negli ultimi anni hanno rafforzato posizionamento, comunicazione, presenza digitale o relazione con le proprie comunità di riferimento. In questo senso, la dinamica delle prime 100 conferma che il 5×1000 premia sempre di più gli enti capaci di lavorare con continuità sulla propria identità pubblica: non basta essere presenti nell’elenco, serve essere ricordati, riconosciuti e scelti.

La crescita percentuale va naturalmente letta con attenzione, perché può essere influenzata dalla dimensione di partenza dell’ente: aumentare molto partendo da una base più contenuta è diverso dal crescere su volumi già molto elevati. Tuttavia, proprio per questo, l’indicatore resta prezioso: permette di individuare non solo chi raccoglie di più, ma chi sta guadagnando velocità, consenso e spazio competitivo all’interno una misura sempre più affollata.

Per le organizzazioni non profit questa è forse una delle evidenze più utili: il 5×1000 non è una graduatoria immobile. Anche in un contesto molto concentrato, esistono margini di crescita per chi investe in posizionamento, relazione, database, contenuti, riconoscibilità e prova d’impatto. La differenza si costruisce nel tempo, ben prima della stagione dichiarativa.

Tabella 3 – Top 5 crescita importo (senza outlier)

Classifica corretta per tasso di crescita tra le prime 100

PosizioneEnteCrescita importo
1Fondazione Policlinico Univ. Agostino Gemelli59,8%
2Fondazione Santobono Pausilipon41,8%
3Ospedale Bambin Gesù41,4%
4Still I Rise39,6%
5Ass. Naz. Comunità Sociali e Sportive APS37,8%

Il valore medio della firma cresce: non solo più firme, ma firme “più pesanti”

Un dato da non sottovalutare è il valore medio della firma, cioè il rapporto tra importo complessivo erogabile e numero di scelte espresse. Nel 2025, prendendo come riferimento i 602,5 milioni di euro destinati e le 15.744.475 scelte espresse, il valore medio si attesta intorno a 38,3 euro per firma. Nel 2024, su 522,95 milioni di euro e 15.244.807 scelte espresse, il valore medio era pari a circa 34,3 euro.

La crescita è quindi di circa 4 euro per firma, pari a un incremento dell’11,6%. Questo significa che il 5×1000 2025 non cresce solo perché aumentano le firme, ma anche perché ogni scelta genera mediamente più risorse. La spiegazione va ricercata in due fattori: da un lato l’aumento della capienza complessiva del fondo, con il tetto innalzato a 610 milioni; dall’altro la composizione fiscale dei contribuenti che scelgono di destinare il proprio 5×1000. In termini strategici è un segnale importante: il valore della campagna non dipende soltanto dalla quantità di firme raccolte, ma anche dalla qualità e dalla composizione del bacino di sostenitori raggiunto.

Ranking efficienza

Come indicatore secondario manteniamo anche il ranking di efficienza, inteso come valore medio per firma tra gli enti con almeno 1.000 scelte. È una lettura utile, ma marginale rispetto alle evidenze principali: aiuta soprattutto a leggere la composizione fiscale del bacino di sostenitori.

Tabella 4 – Top 10 ranking efficienza

Valore medio per firma – enti con almeno 1.000 scelte

PosizioneEnteClusterValore medio per firma
1ENTE PARCO NAZIONALE GRAN PARADISOAmbiente e animali152,16 €
2AMICI DI COMETA ENTE FILANTROPICOAltro / non classificato automaticamente146,99 €
3ASSOCIAZIONE FIGLI INABILI BANCA D’ITALIA (AFIBI) – ENTE FILANTROPICOAltro / non classificato automaticamente107,32 €
4ANTEAS ROMA CITTA’ METROPOLITANA APSAltro / non classificato automaticamente100,30 €
5FONDAZIONE ENPAM 5X1000 ETSAmbiente e animali98,78 €
6POLITECNICO DI MILANOAltro / non classificato automaticamente94,55 €
7FONDAZIONE TOGETHERTOGO ETSAltro / non classificato automaticamente87,13 €
8FONDAZIONE ARCHE’ ONLUSAltro / non classificato automaticamente85,57 €
9FONDAZIONE PANE QUOTIDIANOSociale, fragilità e comunità84,18 €
10UNIVERSITA’ CATTOLICA DEL SACRO CUORERicerca e salute82,83 €

Cluster tematici

La distribuzione per cluster mostra che il peso principale si concentra su “Altro / non classificato automaticamente” e soprattutto su “Ricerca e salute”, che resta il più forte tra quelli interpretativamente omogenei.

Tabella 5 – Distribuzione per cluster

Enti, firme, importi e quota importo per cluster tematico

ClusterEntiFirmeImportoQuota importo
Altro / non classificato automaticamente56.7607.092.869264,5 M€43,9%
Ricerca e salute2.5954.184.413187,5 M€31,1%
Sociale, fragilità e comunità10.9961.292.62245,2 M€7,5%
Cooperazione, diritti ed emergenze511801.35532,1 M€5,3%
Ambiente e animali2.202767.43323,6 M€3,9%
Sport dilettantistico11.715508.86318,9 M€3,1%
Protezione civile e territorio5.019600.40216,8 M€2,8%
Cultura, scuola e formazione6.182302.17013,9 M€2,3%
Cosa significa per le organizzazioni non profit
Il dato 2025 conferma che il 5×1000 non è una campagna tattica, ma un sistema di relazione continuativa. Per questo le organizzazioni dovrebbero agire su cinque priorita operative:

1. Costruire memoria prima della dichiarazione. Il contribuente firma per chi riconosce, ricorda e percepisce come affidabile. La comunicazione va programmata ben prima della finestra fiscale.

2. Trasformare il codice fiscale in brand. Il codice fiscale è solo l’atto finale: prima servono identità, posizionamento, promessa chiara e prova concreta dell’impatto.

3. Lavorare sul database e sui reminder. Email, SMS, WhatsApp, telefonate, materiali per CAF/commercialisti e touchpoint territoriali devono essere coordinati in una sequenza coerente.

4. Dimostrare impatto, non solo chiederlo. Nel 5×1000 funzionano le cause ad alta fiducia: ricerca, salute, fragilità, emergenze, territorio. Ma la fiducia cresce quando c’è una chiara restituzione di cosa è cambiato grazie alle firme.

5. Misurare la crescita in modo corretto. Non basta guardare il ranking assoluto, serve confronto anno su anno di crescita firme, importo medio, cluster e analisi degli outlier per evitare letture distorte.

Più che una firma il 5×1000 è una prova di fiducia e la fiducia si costruisce tutto l’anno.

Conclusione

Il punto chiave è semplice: il 5×1000 oggi è molto più di una firma. È un indicatore di relazione. Le organizzazioni che crescono sono quelle che riescono a presidiare fiducia, riconoscibilità, prova d’impatto e continuità di presenza.

Per questo la campagna non inizia ad aprile, si costruisce prima, con attività di brand awareness, database e relazione, contenuti, reminder e presidio territoriale.

Fonti e nota metodologica

Fonti principali: Agenzia delle Entrate AF2025 P01–P07; confronto AF2024 P01; articolo Vita.it “5 per mille, mezzo milione di firme in più”; riflessioni Atlantis a partire dal “Fundraising Summary 2025”.

La clusterizzazione tematica è una proxy automatica per parole chiave: utile a fini interpretativi e redazionali, ma non coincidente con classificazioni ufficiali.

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